Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta relativo agli interventi di bonifica dall’amianto, ai sensi dell’articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221

AGENZIA DELLE ENTRATE

Direzione Centrale Amministrazione, Pianificazione e Controllo

RISOLUZIONE N. 109 /E

Roma, 08/08/2017

OGGETTO: Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta relativo agli interventi di bonifica dall’amianto, ai sensi dell’articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221

L’articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221, attribuisce un credito d’imposta ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano nell’anno 2016 interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Il credito d’imposta è utilizzato esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in tre quote annuali di pari importo e non è soggetto al limite di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Le modalità e i termini per la concessione e la fruizione del suddetto credito d’imposta sono definiti dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 15 giugno 2016, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. In particolare, l’articolo 4, comma 8, del citato decreto del 15 giugno 2016 stabilisce che il credito d’imposta è utilizzato in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e nei limiti dell’importo concesso dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, pena lo scarto dell’operazione di versamento. Tanto premesso, per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in argomento, tramite il modello F24, è istituito il seguente codice tributo:  “6877” denominato “Credito d’imposta per interventi di bonifica dall’amianto - articolo 56, comma 1, legge 28 dicembre 2015, n. 221” In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.

                                                                                     IL DIRETTORE CENTRALE

                                                                                          Giuseppe Telesca

                                                                                        Firmato digitalmente

LA GERMANIA RICONOSCE IL TUMORE DELL’OVAIO DA AMIANTO

 Newsletter Medico Legale Inca Cgil Nazionale 

 Numero 11/2017

 La Germania riconosce il tumore dell’ovaio da amianto

Alla fine dello scorso mese di marzo la Germania ha ammesso alla tutela come malattia professionale del tumore dell’ovaio nelle lavoratrici che sono state esposte all’amianto.

Nell’assumere tale decisione le Casse assicurative tedesche hanno indicato anche le condizioni sia espositive che patologiche che permettono il riconoscimento.  Queste indicazioni sono di estremo interesse, anche per il nostro confronto con le sedi dell’Istituto Assicuratore, in quanto non assumono per tutte le patologie neoplastiche  da amianto diverse dal mesotelioma i criteri di Helsinki.

*******

Le Casse assicurative degli infortuni e delle malattie professionali tedesche in una nota del 28 marzo u.s. hanno  stabilito che i dati scientifici sono oggi sufficienti per introdurre una nuova voce tabellare che permetterà di ammettere al riconoscimento come malattia professionale “il tumore dell’ovaio da esposizione all’amianto”.

Il Ministero federale degli affari sociali e del lavoro ha, infatti,  pubblicato un nuovo parere scientifico formulato da una Commissione medica di esperi che opera presso il  Ministero federale del Lavoro e degli Affari Sociali che ha raccomandato  l'inserimento nell'elenco tabellare. 

Nel parere la Commissione afferma che " In studi scientifici internazionali,  sui lavoratori dell'industria tessile (produzione di abbigliamento protettivo) è stata dimostrata una corrispondenza fra neoplasia ed esposizione alla polvere di amianto.

Ricordiamo che sulla base di queste raccomandazioni le patologie professionali possono essere riconosciute (§ 9 SGB VII, par. 2), anche se non sono ancora stati inclusi nella lista.

 Ed è sulla base di tale parere che le Casse hanno assunto la decisione di tabellare tale neoplasia, portando in tal modo a 77 le voci tabellari.

Gli Istituti assicuratori, come è prassi in quel Paese, hanno definito anche le modalità espositive che devono essere assolte per ammettere il caso alla tutela. Nel caso del cancro ovarico valgono le stesse condizioni indicate nelle voci tabellari che concernono il tumore del polmone ed il tumore della laringe da amianto.

Per essere ammesso alla tutela il tumore dell’ovaio deve assolvere ad una delle tre condizioni:

  • Il cancro ovarico deve essere associato ad una  asbestosi;
  • Deve avvenire in combinazione con una malattia della pleura causata da polvere di amianto,
  • Le vittime devono essere in grado di dimostrare di essere state esposte ad una dose di polveri di amianto nell’ambiente di lavoro  25 fibre/anno.


Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fonte: www.diario-prevenzione.it

Bando Isi 2016

L'Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Fondi a disposizione e tipologie di progetto
L'Inail, tramite il Bando Isi 2016, rende disponibili complessivamente 244.507.756 euro. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:

  1. Progetti di investimento
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  4. Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Il contributo, pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130.000 euro  (50.000 euro per i progetti di cui al punto 4), viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea).

Prima fase: inserimento online della domanda e download del codice identificativo
Dal 19 aprile 2017, fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017, nella sezione “Accedi ai servizi online” del sito Inail le imprese registrate avranno a disposizione un’applicazione informatica per la compilazione della domanda, che consentirà di:
• effettuare simulazioni relative al progetto da presentare;
• verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità;
• salvare la domanda inserita;
• effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”.

Per accedere alla procedura di compilazione della domanda l’impresa deve essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online (Nome Utente e Password). Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail, nella sezione "Accedi ai servizi online", entro e non oltre le ore 18.00 del 3 giugno 2017.

Dal 12 giugno 2017 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda, effettuandone la registrazione attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”, potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca.

Seconda fase: invio del codice identificativo (click-day)
Le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al finanziamento, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda e ottenuto mediante la procedura di download.
Le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 12 giugno 2017.
Gli elenchi in ordine cronologico di tutte domande inoltrate, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità al finanziamento, saranno pubblicati entro sette giorni dal giorno di ultimazione della fase di invio del codice identificativo.

Terza fase: invio della documentazione a completamento della domanda
Le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell'Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

www.inail.it

Terremoto, la denuncia dei vigili del fuoco: “Le macerie con l’amianto sono finite sotto la tendopoli”

Dopo il terremoto il sindacato Usb dei Vigili del fuoco denuncia la presenza di detriti pericolosi nel materiale usato per ampliare e livellare un piazzale ad Arquata del Tronto (Ascoli)

di  | 13 settembre 2016

Detriti con amianto utilizzati per riempire, livellare e mettere in sicurezza le aree delle tendopoli. La denuncia arriva dal sindacato Usb dei Vigili del fuoco che nei giorni scorsi, tra Amatrice (Rieti) e Arquata del Tronto(Ascoli Piceno), ha fotografato e filmato alcuni settori delle zone rosse: “Nella zona di Arquata del Tronto, vicino al palazzetto dello sport, accanto al campo mensa dei Vigili del fuoco – dice Costantino Saporito, coordinatore nazionale del sindacato Usb – hanno ampliato un’area e l’hanno coperta di detriti: tra quelle pietre c’è amianto. L’ho visto con i miei occhi e l’ho filmato. Se non bastasse, accanto c’è la piazzola di atterraggioper gli elicotteri, quindi il rischio diventa ancora maggiore perché, con il movimento delle pale, non possiamo neanche augurarci che l’amianto resti fermo. Alcuni colleghi ci hanno detto che si tratta degli stessi detritiutilizzati per riempire l’area sulla quale poggerà la tendopoli per la scuola di Arquata del Tronto”.

Se la presenza dell’amianto è documentata dalle foto e dai filmati, per quanto riguarda la tendopoli della scuola, non v’è certezza della presenza di amianto. Anzi, a sentire il sindaco, Alessandro Petrucci, non dovrebbe esserci alcun rischio: “Nell’area della scuola è stata trasportata solo ghiaia”, dice il sindaco al Fatto. Che vi sia amianto nei detriti trasportati, comunque, lo conferma Stefano Giordano, anch’egli del coordinamento nazionale Usb, che con Saporito ne ha documentato la presenza attraverso fotografie e video: “Oltreché nei detriti l’abbiamo visto nelle coperture dei tetti, nelle grondaie, nelle canne fumarie. L’abbiamo filmato e fotografato. Speriamo che qualcuno intervenga il prima possibile”.

Sulla presenza dell’amianto e sulla necessità di attivare un protocollo per il suo spostamento e smaltimento, l’Usb ha avanzato una richiesta formale il 3 settembre, con una lettera inviata al ministro Angelino Alfano e ai vertici del corpo dei Vigili del fuoco. “Ma non abbiamo avuto alcuna risposta”, conclude Saporito, che ha inoltrato al Fatto, oltre alle fotografie e ai filmati, anche il testo della lettera in questione. “Dopo un primo incontro”, spiega Saporito, “durante il quale abbiamo chiesto ufficialmente l’intervento dell’Arpa per effettuare dei rilevamenti, e dell’Asl, per concordare la procedura più corretta per smaltire l’amianto, abbiamo deciso di rinnovare la richiesta mettendola nero su bianco. Ma nessuno ci ha ancora risposto”.

L’oggetto della lettera è chiaro: “Richiesta di controllo delle zone di cratere colpito dal sisma da eventuale rischio amianto e richiesta di campionatura delle particelle presenti nel suolo e nell’aria nelle zone direttamente interessate dall’azione di salvaguardia degli operatori del soccorso da parte dell’Arpa”. E ancora: “Richiesta di un protocollo specifico, qualora si dovesse riscontrare la presenza di agenti nocivi, per il trasporto e contatto da applicarsi con la massima urgenza”. Il sindacato chiede che “siano prese tutte le precauzioni onde evitare il rischio da contatto degli operatori del soccorso e nel caso delle unità cinofile anche degli animali con particelle di amianto”.

“Quando si porteranno via le macerie – replica Luca Cari per il corpo dei Vigili del fuoco – allora sarà fatta l’analisi del rischio e, in base ai risultati, saranno adottate tutte le protezioni idonee e necessarie”. Resta il fatto, però, che Saporito e Giordano denunciano la presenza di amianto anche nella zona in cui dovrebbe essere allestita la scuola di Arquata.

“Nelle zone montane in cui i colleghi stanno lavorando – conclude Saporito – il problema più grosso deriva dalla creazione di piazzole per la realizzazione di aree sicure, dove montare delle tendopoli, visto che il commissario straordinario Vasco Errani non ha ancora firmato nessuna delibera per l’abbattimento delle case in crollo nelle zone rosse. Ne deriva che aree per le scuole e per il ristoro, giusto per fare un esempio, vengono formate utilizzando detriti spesso provenienti da Amatrice, come è accaduto ad Arquata del Tronto, dietro il campo in cui allestiranno la tenda che farà da scuola per i ragazzini. La presenza di amianto, oltreché altamente pericolosa per gli operatori che stanno lavorando, è veleno anche per il futuro insediamento della popolazione che ne usufruirà”.

http://www.ilfattoquotidiano.it

Amianto. Emergono nuove patologie asbesto correlate. L'ONA chiede di incontrare l'INAIL

http://www.italia-news.it/amianto-emergono-nuove-patologie-asbesto-correlate-lona-chiede-di-incontrare-linail-14974.html