Piano Amianto Regione Emilia-Romagna: la delibera di approvazione alle battute finali

Bologna, 31 ottobre 2017

Alle battute finali, l’approvazione della delibera della Giunta Regionale Emilia-Romagna sul Piano Amianto Regione Emilia-Romagna.

L’iter della delibera di approvazione del Piano amianto è stato avviato, come da accordi con le Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL Emilia Romagna nell’ultima riunione del 25 luglio.

In particolare questo è lo stato di avanzamento:

la delibera ha acquisito i pareri favorevoli di regolarità amministrativa dei Direttori Generali della Sanità e dell’Ambiente e le firme degli Assessori Venturi e Gazzolo, e verrà quindi trasmessa al Consiglio delle Autonomie Locali per il parere di competenza.

Acquisito tale parere la delibera verrà trasmessa in Giunta per l’adozione.

Va sottolineata la presenza in delibera del riferimento al “Patto per il Lavoro” sottoscritto dalle OO.SS. e la Giunta regionale, e dell’Istituzione della Cabina di Regia del Piano con funzioni di indirizzo e monitoraggio dell’applicazione del Piano che ne permetta la realizzazione e lo sviluppo nel tempo, anche in relazione alle mutate condizioni di contesto e alle esigenze della popolazione, composta da Rappresentanti dell’Assessorato alle Politiche per la Salute, dell’Assessorato alla Difesa del Suolo e della Costa, Protezione Civile e Politiche Ambientali e della Montagnadell’Associazione Nazionale dei Comuni italiani (ANCI) Emilia-Romagna, delle Aziende Sanitarie della Regione, dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia (ARPAE) dell’Emilia-Romagna e delle Organizzazioni Sindacali.

Fonte: www.afevaemiliaromagna.org

La nomina dell'RRA è obbligatoria in quanto la norma è di tipo prescrittivo

Riceviamo e pubblichiamo documento di Silvio Coxe sull'argomento.

La normativa nazionale in vigore identifica il ruolo e le responsabilità di questa figura professionale, ma non ha codificato il percorso formativo necessario e abilitante del professionista che intende assumere questo incarico. A tale figura la norma non richiede alcun requisito e questo, a parere dello scrivente, è del tutto sbagliato perché per poter consapevolmente e correttamente svolgere questo compito è indispensabile un'adeguata conoscenza del problema amianto, almeno dei suoi aspetti gestionali, che si può conseguire soltanto frequentando un adeguato corso di formazione e acquisendo competenze in campo.
Il d.m. 6 settembre 1994 (Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12 comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257 , relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto) al p.to 4 ( Programma di controllo dei materiali di amianto in sede ) impone al proprietario dell'immobile e/o al responsabile dell'attività che vi si svolge, quindi al Datore di Lavoro, la designazione, qualora si riscontri l presenza di MCA, di una "figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto" comunemente conosciuto con il nome "Responsabile del Rischio Amianto" (di seguito RRA). E' bene sottolineare che la nomina dell'RRA è obbligatoria in quanto la norma è di tipo prescrittivo e la sanzione per mancata designazione è da € 3.615 a € 18.076 (L. 257/92, art. 15, c. 2). 
Relativamente ai compiti che la normativa affida al RRA, il quadro è meno complesso di quanto sembra. Il RRA ha l’unico compito di coordinare le attività manutentive che possono riguardare i MCA. Le altre attività quali i censimenti, le informative, la segnalazione dei materiali rimangono in capo al proprietario e/o al responsabile delle attività svolte nell’immobile così come precedentemente descritti.
Nella pratica comune il RRA è diventato il “responsabile del rischio amianto” ma in verità lo spirito originario del decreto era differente. Nell’ottica del 1994, anno in cui praticamente in ogni sito esistevano MCA, il RRA era una figura alla quale il legislatore intendeva affidare il compito di evitare che i materiali venissero perturbati per errato coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nella loro custodia e manutenzione. È evidente che, considerata la professionalità necessaria per rivestire questo ruolo, il RRA diventa il referente a tutto tondo per il problema amianto in un edificio, ma è bene ricordare che la maggior parte delle attività che svolge le conduce in veste di figura che assiste il suo committente.
Quello del RRA è un ruolo che si colloca a cavallo tra una normativa per molti versi superata e l’ottica gestionale attualmente più affermata per la salute e la sicurezza sul lavoro. Le attività connesse a questa figura hanno assunto sempre maggiore importanza con l’aumento della percezione del rischio amianto. Al tempo stesso, l’affermarsi di questa figura ha determinato eccessi di rischio professionale, conflittualità esasperate e difficoltà di azione.
Spunti di riflessione nell’ottica della stesura dell’ormai improcrastinabile Testo Unico Amianto:

• definire a livello nazionale e condiviso quali sono i requisiti professionali e il percorso formativo del RRA;
• ridisegnare i ruoli individuando nel RRA una figura di consulente analoga a quella del RSPP con compiti e funzioni ben definiti sui censimenti e la gestione del rischio;
• continuare l’attività di professionalizzazione dei laboratori qualificati a svolgere analisi sull’amianto individuando criteri coerenti con la delicatezza dei temi trattati;
• estendere le competenze del RRA in modo da coprire anche le situazioni attualmente non comprese come le attrezzature e i terreni;
• individuare indici di valutazione coerenti a livello nazionale, abbandonando le tentazioni localistiche che, evidentemente, non hanno riscontro in termini sanitari;
• supportare l’attività di questa delicata figura con un’informazione coerente con le conoscenze in materia abbandonando le tentazioni sensazionalistiche che non concorrono a un’adeguata gestione di questo tema delicato.

geom. Silvio Coxe

Management consultant per le imprese di costruzioni per la gestione della commessa edile “dall’offerta alla realizzazione”;
Management consultant per la sicurezza sul lavoro e la gestione amianto;
Auditor dei sistemi di gestione  Qualità - Sicurezza - Ambiente;
Docente ai corsi di formazione per la sicurezza degli ambienti di lavoro;
Tecnico competente in acustica ambientale (TCAA) -  Regione Emilia Romagna n° P.G. 92941 del 29/09/05 (FE);
Management consultant in edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building).

Fonte: http://www.portaleconsulenti.it

Amianto naturale: il rischio delle pietre verdi calabresi

Gli affioramenti ofiolitici presenti nella regione Calabria possono costituire un potenziale rischio per la salute umana

Disponibile sul sito INAIL il factsheet "AMIANTO NATURALE: LE PIETRE VERDI CALABRESI" che intende rendere edotta la popolazione e i lavoratori che vivono nel territorio calabrese sui rischi a cui sono soggetti per la presenza di affioramenti naturali e di cave di pietra verde. Gli ofioliti possono costituire una sorgente di esposizione a fibre di amianto nell’ambiente circostante. Vengono fornite indicazioni operative per la prevenzione e la gestione del rischio in presenza di amianto naturale evidenziando le attività lavorative che risultano più pericolose, come l’estrazione del materiale e la lavorazione dello stesso.

 QUALI ATTIVITÀ LAVORATIVE POSSONO ESSERE CONSIDERATE RISCHIOSE?

Le attività lavorative da considerare rischiose sono l’estrazione del materiale e la sua lavorazione, processi che sono suscettibili di esporre a fibre di amianto il personale addetto. Tuttavia, il problema delle pietre verdi non è limitato soltanto a tali attività. La presenza delle cave in disuso (spesso sfruttate in modo illecito) e gli affioramenti naturali in prossimità dei centri abitati possono costituire una sorgente di diffusione di fibre di amianto nell’ambiente circostante anche in seguito a perforazioni e movimentazione del terreno; di conseguenza, anche attività quali edilizia, agricoltura, realizzazione di strade e gallerie possono costituire rischio per gli operatori addetti, spesso inconsapevoli del pericolo, e per la popolazione. Non meno importante, specie dal punto di vista economico, è lo sfruttamento della pietra verde di Delianuova (RC) per la realizzazione, a livello artigianale, di elementi decorativi e gioielli.

Fonte: INAIL

Toscana: smaltimento e rimozione amianto, nuova legge regionale.

Approvazione del Consiglio regionale entro il 30 dicembre 2018 .

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 parte I dell’11 ottobre 2017 è stata pubblicata la legge regionale 5 ottobre 2017, n. 55 “Disposizioni in materia di tutela dall’amianto. Modifiche alla l.r. 51/2013.

La nuova legge regionale, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Toscana a fine settembre, indica priorità di intervento e prevede criteri per la rimozione e lo smaltimento di materiali che comprendono amianto, andando a modificare la precedente legge regionale 19 settembre 2013, n. 51 recante “Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative”.

La nuova legge su smaltimento e rimozione dell’amianto indica priorità di intervento e prevede criteri per rimozione e smaltimento di materiali contenenti l’amianto.

Entro il 31 ottobre 2018, la Giunta regionale dovrà trasmettere la proposta del piano regionale per la tutela dall’amianto al Consiglio regionale, che dovrà approvarlo al massimo entro 60 giorni da quando l’ha ricevuto (al massimo entro il 30 dicembre 2018).

La strage di mesoteliomi in Toscana.

La Regione Toscana, rispetto al numero di mesoteliomi censiti in Italia dal 1993 al 2012 (21.463), ha fatto registrare all’INAIL / ReNaM (V Rapporto Mesoteliomi), n. 1.311 (6,1%), pari quindi alla media nazionale, e tenendo conto che in alcune province della Toscana (come per esempio Siena, etc.) l’incidenza è più bassa di quella nazionale, si deve concludere che l’incidenza della provincia di Arezzo, superiore alla media nazionale, è comunque eccessiva, se si tiene conto dell’assenza di siti di una certa importanza in cui si è manipolato amianto.

Il trend in salita è dovuto alle esposizioni in Marina Militare, nel comparto Sicurezza (Guardia di Finanza, attività delle dogane, etc.) e nelle centrali geotermoelettriche, da quelle di Larderello a quelle del Monte Amiata.

Fonte: www.onanotiziarioamianto.it

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta relativo agli interventi di bonifica dall’amianto, ai sensi dell’articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221

AGENZIA DELLE ENTRATE

Direzione Centrale Amministrazione, Pianificazione e Controllo

RISOLUZIONE N. 109 /E

Roma, 08/08/2017

OGGETTO: Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta relativo agli interventi di bonifica dall’amianto, ai sensi dell’articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221

L’articolo 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221, attribuisce un credito d’imposta ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano nell’anno 2016 interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Il credito d’imposta è utilizzato esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in tre quote annuali di pari importo e non è soggetto al limite di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Le modalità e i termini per la concessione e la fruizione del suddetto credito d’imposta sono definiti dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 15 giugno 2016, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. In particolare, l’articolo 4, comma 8, del citato decreto del 15 giugno 2016 stabilisce che il credito d’imposta è utilizzato in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e nei limiti dell’importo concesso dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, pena lo scarto dell’operazione di versamento. Tanto premesso, per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in argomento, tramite il modello F24, è istituito il seguente codice tributo:  “6877” denominato “Credito d’imposta per interventi di bonifica dall’amianto - articolo 56, comma 1, legge 28 dicembre 2015, n. 221” In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.

                                                                                     IL DIRETTORE CENTRALE

                                                                                          Giuseppe Telesca

                                                                                        Firmato digitalmente